Erbaluce di Caluso: il vino d’oro del Canavese
Fermo, spumante o passito: una piccola introduzione all’uva simbolo del Canavese, alla sua leggenda e a come gustarla.
Se il Canavese avesse un colore, sarebbe l’oro dei grappoli di Erbaluce a settembre, quando il sole illumina le pergole.
Un’uva con una leggenda
La tradizione racconta che l’Erbaluce nacque dalle lacrime di Albaluce, ninfa figlia dell’Alba, protagonista di un amore finito in dolore. Dove caddero le sue lacrime crebbero le prime viti. Leggende a parte, l’Erbaluce si coltiva intorno a Caluso da secoli e oggi è tutelato come DOCG, la più alta classificazione dei vini italiani.
Tre vini, un’uva
- Fermo (Erbaluce di Caluso): fresco, agrumato e minerale, ottimo con pesce, verdure e formaggi freschi.
- Spumante: metodo classico, elegante e vivace — perfetto per l’aperitivo.
- Passito: le uve appassiscono per mesi e il vino invecchia per anni. Ambrato, ricco e complesso, è splendido con formaggi erborinati e biscotti tipici.
Perché la pergola?
Intorno a Caluso le viti sono tradizionalmente allevate a pergola alta, la topia. Protegge i grappoli dall’umidità e regala al paesaggio il suo aspetto unico — lunghi corridoi verdi che in autunno diventano d’oro.
Come assaggiarlo
Il modo migliore è con chi lo produce: le piccole cantine di famiglia accolgono spesso i visitatori su appuntamento. È proprio lo spirito della mia esperienza tra le vigne di Erbaluce.
Salute!
